Ciclo Giuditta

“La figura femminile nelle mie opere rappresenta l’anima e la sua discesa sulla terra. La discesa di Eva sulla terra, la sua incarnazione nei diversi corpi terreni viene percorsa nei quadri dalle Giuditte, dalle prostitute, da Claudia a Giulia, sempre donne e spesso donne immerse nell’acqua, elemento centrale. Tali discorsi e riferimenti sono spesso circolari, in un richiamo continuo che completa e definisce, ad esempio nel San Giorgio che, come Giuditta taglia la testa ad Oloferne, taglia la testa al Drago”. Nel mito di Er, l’anima dopo aver ricevuto il Daimon, attraversa il fiume Lete dimenticando da dove proviene e si incarna in un corpo. L’acqua, il cui colore simbolico è il verde rappresenta la mente”.   
“L’acqua, il mare, è il simbolo dell’inconscio per eccellenza, con tutti i contenuti rappresentati da tutti gli esseri che vivono nelle sue profondità”. Nella mitologia greca con l’Iliade troviamo all’origine del mondo e delle divinità «Oceano, che a tutti i numi fu origine» e Teti, «la madre». 
Il significato materno dell’acqua è una delle interpretazioni simboliche più chiare della mitologia. Gli antichi Greci dicevano: «Il mare è il simbolo della nascita». 
Il significato dell’acqua non si esaurisce nella mitologia greca o celtica, nelle religioni, nell’antichità, perché questi contenuti simbolici appartengono alla struttura più profonda della nostra psiche e ancora oggi si manifestano a livello psichico attraverso i sogni o le immaginazioni fantastiche di ognuno di noi.
Cristina Bottoni, medico psichiatra