Christian Pertosa

L’acqua in tutte le sue forme – in quanto mare, lago, fiume, fonte ecc. – è una delle tipizzazioni più ricorrenti dell’inconscio, così come essa è anche la femminilità lunare che è l’aspetto più intimamente connesso con l’acqua.

Carl Gustav Jung

Christian Pertosa,” pittore, grafico, restauratore e decoratore, nasce a Roma il 27 Ottobre del 1968. Inizia a dipingere ad olio su tela, a volte su tavola, all’età di 16 anni ed i soggetti sono prevalentemente femminili: donne di strada, zingare, prostitute e spesso donne a contatto con l’acqua, elemento che ricorre sovente nelle sue opere. Successivamente, passa all’uso di tecniche miste (acrilico, collage e smalto, poi più avanti all’uso di materiale inorganico come mezzi industriali – reti metalliche, plastica, ed organico- legno, foglie, tabacco). 

Si diploma con la maturità scientifica nell’89 e si iscrive al corso di Laurea di Storia dell’Arte de La Sapienza, dove segue le lezioni della Prof.ssa Silvia Bordini.  Interrompe gli studi dopo un paio d’anni per intraprendere l’attività d’artista visuale in Italia con il “Gruppo Espressione” fondato nel 1990 assieme con Guido D’Angelo ed Antonio Paciulo. Il gruppo, il cui deriva dalla comune passione dei giovani artisti per il movimento astratto  dell’espressionismo, effettua diverse esposizioni (presso “La Sapienza” Universita’ di Roma, all’Ass. Cult. “La Maggiolina”, l’Universita’ di Bologna, il “Circolo degli Artisti”, “Villaggio Globale”) e si scioglie con un evento all’Ex Snia Viscosa di Roma, dove l’artista realizza la sua prima installazione. 

Nel 1995 crea un nuovo gruppo sperimentale il “San Giorgio” impegnato nella sperimentazione tecnica delle Diaproiezioni in Multiverso mutuata dalla storica “Lanterna Magika”; partendo dalla tematica del segno sviluppa un discorso contemporaneo con la sperimentazione dei materiali del suono, delle luci, delle proiezioni (Video Arte). Un discorso che dal ritroso arriva al contemporaneo, scandagliando le avanguardie ed i movimenti degli artisti del passato rielaborandoli alla luce della contemporaneità. Con il gruppo crea delle “Multi visioni” usando proiezioni video di grafiche delle opere elaborate nelle diapositive e proiettate su supporti polimaterici (juta, metallo, stoffa, pittura) con l’inclusione  della rappresentazione teatrale. Il Gruppo espone più volte dal 1995 al 1999 a Roma prima presso la sede del “Manifesto” in via Tomacelli, poi la “Chiesa Anglicana” di via del Babuino ed il Cinema Rialto.

Nel 1999 va a Londra e con altri artisti underground realizza due grandi installazioni-evento nel complesso di fabbriche a Leabridge Road e nell’ex fabbrica “Tudor Grove” in Hackney. In queste installazioni, con il recupero di materiale disperso in situ e nell’ambiente circostante, crea cumuli di materiale libero o accatastato in bidoni cui da fuoco per poi allagare tutto con l’elemento acqua per realizzare uno stagno artificiale o uno specchio d’acqua, in cui si riflette il fuoco, sul quale pone le passerelle dei ponteggi a fare da percorso per il visitatore. Lo scopo delle installazioni di Christian Pertosa è quello di suggestionare il visitatore attraverso un mix di giochi sensoriali attivati da musica, proiezioni, materiali visuali ed oggetti, in cui gli elementi principali e costanti sono acqua e fuoco. L’acqua rappresenta l’elemento originario da cui hanno preso avvio tutte le forme di vita, il brodo primordiale. Il materiale di scarto rappresenta il passare del tempo, i residui di vita, oggetti ed esperienze, ad esempio con la plastica e cellophane ha preso ispirazione dal Fellini degli ottanta con le sue ricostruzioni a studio di luoghi, con l’intento di rendere la realtà più vera attraverso la finzione. Nei film di Fellini, l’uso della plastica impolverata dal tempo che passa dona a chi guarda un senso di sospensione, cristallizzazione di oggetti, persone e relazioni. L’effetto finale comunica un senso di malinconia, sospensione del tempo, usura dato dall’uso della plastica, dai rifiuti non degradabili che invadono le città dei Tempi moderni.

Nel 2002 torna in Italia  con uno stile ormai maturo e riprende le sue antiche passioni derivate dallo studio della grande Storia dell’Arte: 500, Manierismo, Tiziano, Pontormo, Parmigianino, Branzino, Correggio, Rosso e di nuovo l’Espressionismo astratto tedesco. In Italia sente l’esigenza da un lato di recuperare la tradizione, alla fede, all’olio, alla classicità, dall’altro di liberarsi dalla contemporaneità eccessiva ed invadente della Londra industriale. Con il recupero della tradizione italiana torna ai temi sacri e mistici, con l’aggiunta dello studio della Cabala, Kabbala dal quale nascono anche i cicli più attuali (2010-2016) come il ciclo Giuditta e le altre ed Elsewhere. I suoi quadri di tema sacro e mitologico rivisitati in chiave moderna danno vita ad un linguaggio neorinascimentale forte e diretto. 

Nel 2004 partecipa esponendo “La Madonna del Pergolato” a Berlino al “Vogel studio”, Wedding, con una collettiva organizzata dalla gallerista e pittrice Sabine Vogel e altri pittori contemporanei. Inoltre, in quel periodo effettua diverse esposizioni tra Abruzzo e Lazio (nel 2006 dal comune di Fiamignano gli viene commissionato il Murales “L’omicidio “).  

Nel 2009 torna a Londra e realizza due esposizioni al “Cor Blimey Arts studio”, Deptford, South London: la mostra collettiva dal titolo The-Good-the-mad-and-the-considerably-ugly nata dalla partecipazione tre artisti: Christian Pertosa (Rome), Antonio Pauciulo (Berlin) and Enver Gursev (London),(vedi https://www.a-n.co.uk/events/the-good-the-mad-and-the-considerably-ugly). L’evento si è svolto dal 16 al 29 Maggio ed è stato messo insieme a distanza a cura di Enver Gursev, con gli artisti inconsapevoli di quanto l’altro avrebbe esposto. L’artista ha esposto tre opere: Deptford -2009 – Olio su tela – 70×100, San Sebastiano – 2009 – Olio su tela – 60×60,  Autoritratto – 2009 – Olio su tela – 60×70.

Nel 2013 espone presso le Sale del Bramante a Piazza del Popolo e nelle Sale Agostiniane di Santa Maria del Popolo con due collettive, curatore Morabito-Monogramma Arte Contemporanea ed ha esposto le seguenti opere: L’albero della vita -2012 – Olio su tela – 50×70, Alba virgo – 2007 – Olio su tavola – 77,5×70, senzatitolo – 2007 – Olio su tavola – 40×40.

Ad Agosto 2014 parte per Berlino per organizzare insieme a Antonio Paciulo, Guido D’Angelo ed Eva Kaiser la loro partecipazione alla Berlin Art Week con “Mementoproject” dal 12 al 21 settembre, espone il Cristo deriso.

Nel 2015 fa un’installazione presso il “Cortile dell’arte”, Via Flaminia, Rome, dal titolo Votiva1 Votiva2. 

Nel 2015 espone sempre presso il “Cortile dell’arte”, Via Flaminia, Roma, le opere del “Ciclo Fellini” prodotte nel 2014 collage e tecnica mista: Casanova, 40X50; La Città delle donne 40×40; Il Rex 30×40; Le tentazioni del Dr Antonio, 30×40; Anitona e la tigre, 40×50; La Città delle donne II 30×40; Mastorna, 40×50.  Il  ciclo prende vita dalla passione di sempre dell’artista per il grande maestro. Il fascino  che ha la produzione cinematografica felliniana per Christian è relativa “alla capacità unica del regista di rendere la realtà attraverso la finzione”; la caratteristica surrealista di Fellini che esplode nell’onirismo più totale” con il libro dei sogni (vedi Il libro dei sogni, Federico Fellini, Rizzoli, 2016, 583 p. , ill. , Brossura) e con Le vignette del Marc’Aurelio nelle quali il diciottenne Fellini esordì come disegnatore satirico, ideando numerose rubriche, vignette, e delle celebri «Storielle di Federico» in più sequenze illustrate. 

Effettua restauro dei soffitti a cassettone di un appartamento di una palazzina del 700 sito in Via della Croce, Roma.

2016 – ha partecipato come uditore al 33rd Annual International dream conference, in IASD’ section “Art Exhibit”, at Rolduc Conference Center & Abbey, Kerkrade, Netherlands.

2016- “Elsewhere” events-personal exposition during Rome Art Week-RAW.  In “Elsewhere” le creazioni grafiche si susseguono nella ricerca di quell’Altrove spazio-temporale esistente nel rapporto dell’uomo con l’altro, umano e disumano, animato e inanimato come elemento di trascendenza, invocazione di un’altra possibilità rispetto a quella del percepito, e dell’esistente rispecchiabile e verificabile nel qui ed ora. Nel progetto si sviluppa, in modo a volte chiaro e netto, spesso frammentario e mai completo il rapporto fra e con l’Altro e L’Altrove inteso come spinta propulsiva che emerge dalla semplicità complessa delle immagini grafiche.

In un processo in cui le forme compatte si vanno via via disgregando col segno fino alla frammentazione assoluta, segno e libertà, fino alla rarefazione. Dalle forme alle grafiche passando per la parcellizzazione puntiforme della realtà virtuale. Il movimento del segno è più che aldilà di rarefazione e concentrazione, con esso le forme si compattano o si disgregano nel movimento dei segni come in una danza composta da figure che ritornano alla linea spezzata giungendo altrove.

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